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THE MODULAR METHOD IN MUSIC Views of open art Prefazione La capacità straordinaria di focalizzare esigenze di sempre, esigenze vecchie, e formalizzare metodologie nuove che indicano soluzioni semplici e nel contempo articolate: un'operazione difficile e delicata, che Stefano Vagnini ha saputo condurre in porto con mano felice. L'arte modulare risponde in realtà ad esigenze che tutti ci siamo portati dentro da sempre, con diverso grado di consapevolezza. L'esigenza è quella di ridefinire il lavoro dell'artista e di trovare l'equilibrio tra realtà troppo spesso avvertite in una prospettiva di lontananza e alterità: la creazione artistica, la fruizione dell'opera d'arte; e il diritto dell'autore di affermare, in sostanza, un suo diritto di proprietà e sfruttamento. L'aggregazione libera e incondizionata a un modulo di base, all'interno di un processo senza alcun fine od obbligo - neanche quello di conservare tutti i singoli elementi che via via si aggregano - è la risposta efficace a questa esigenza.Stefano Vagnini fornisce, con una chiarezza e una capacità comunicativa pari alla passione profusa nell'impresa, i fondamenti di una tecnica contrappuntistica applicata non più solo all'interno di una composizione, ma alle estensioni possibili di un'opera già compiuta. Una tecnica che coinvolge in un medesimo processo dinamico una molteplicità di soggetti: un numero non definito di musicisti, di artisti di diverso settore, di fruitori con capacità critiche. E' un progetto che sono personalmente felice e orgoglioso di presentare, non solo per la stima profonda che da anni lontani mi lega all'autore, ma anche per sviluppi auspicabili che appaiono ora a portata di mano: Stefano Vagnini, con il suo potenziale di creatività innovativa sul piano del metodo, non poteva non essere coinvolto per forme di collaborazione scientifica e didattica all'interno del prestigioso Master in Musica e Comunicazione che sarà varato dall'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti nel prossimo anno accademico. |
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Umberto Bultrighini Professore Ordinario di Storia Greca Promotore del Master in Musica e Comunicazione Università di Chieti |
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SALMODIE SUBLIMINALI di Stefano Vagnini ...e se la Grande opera creatrice di Dio non fosse altro, in ultima analisi, che la scoperta della "parola"? La parola, organizzata in linguaggio, diventa allora pensiero, coscenza di sé, tensione verso l'infinito e il divino, voglia di comunicare, di costruire e dominare il mondo. La Parola, il Linguaggio come Verità. "In principio era il verbo"...Dio...una "voce"... Le parole senza soluzione di continuità non sono un gioco, e tanto meno una provocazione, eliminare lo spazio è indispensabile per fondere i lemmi e spostare l'attenzione sulle parole che nascono da tali accostamenti. È come tradire in ogni momento le aspettative del lettore che, abituato a sottintendere e a presumere certe conclusioni, si ritrova improvvisamente nella scena di un altro film... Allora deve ricostruirsi un percorso logico che giustifichi il salto. ...e in questa ricostruzione sta il suo coinvolgimento; coinvolgimento che potrebbe arrivare fino all’azione pratica di apportare nuove sillabe, parole o frasi alle poesie, in una auspicata stratificazione modulare che condurrebbe i versi in una continua evoluzione. La stessa inarrestabile evoluzione della lingua. Poesie come nuova Rivelazione! |
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Il cofanetto, pubblicato da Campanotto Editore, contiene il libro di poesie e un DVD con 3 filmati:
[...] I ‘moduli’, parola cara a Stefano, s'incastrano e si ‘scastrano’ a piacimento, dando figura allegorica a nuovi significati, rincorrendo i vecchi, oppure trasformandosi in altri profili di cui il solo artefice (o i tanti artefici) percepisce (percepiscono) l'istanza originaria, senza, però, riuscire a dare formula conclusa al divenire del detto o dello scritto. Quindi, queste epigrafi che vediamo-leggiamo-inglobiamo, non sono poesie-scritture finite, ma spunti per iniziare il canto. Spunti che, con l'andare della ricerca (in atto di conformazione durante la ricerca stessa) possono dissolversi alle nostre spalle, o restare cos&igravi;, quali relitti nel maremagnum del suono, oppure ricomporsi a uso della ricerca stessa o del dove la ricerca va a parare (cioè del come procede… e si pensa verso il primo suono, quell’Unico, verso quell'afflato sfuggente che ha dato il via al salmodiare). [...] |
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inprincipioerailverso crisalidesiderosadivolti "vogliolatuatessera" domani uovonuovosempiternoalluno eccehomohominilupus | ||
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