Modularte, o arte modulare, è la consapevole possibilità che l'artista ha di essere per l'opera e non con l'opera.

Modularte e' il modus operandi dell'artista teso non tanto ad affermarsi con l'opera quanto ad annullarsi per essa sicche' questa, innescando un processo di interventi aggregativi liberi nel tempo e nella scelta del mezzo espressivo, possa toccare livelli di coralita' inusitati.

Modularte e' per tutti, per l'artista e per il fruitore, la consapevolezza che ogni porsi nei confronti dell'opera d'arte può contemplare solo 2 aspetti, quello di modulo originario o quello di aggregazione, comprensiva quest'ultima, anche della fruizione.

Dunque una metodica, al cui interno l'artista può muoversi con la piu' ampia libertà, rispettoso pero' sempre di quanto nel tempo si e' gia' consolidato.

La necessita' che oggi piu' che mai si avverte nel fare arte e' quella di una dilatazione dei confini, delle barriere; e' quella di sentirsi individualita' autentica, senza compromessi, all'interno di una coralita' senza più confini territoriali e temporali.

Non si tratta di una trovata, di una scoperta, ma di una presa di coscienza.
L'uomo ha sempre avvertito la necessita' di aggregarsi, di legare il prodotto della sua mente a quello di altri. E non alludo qui al lavoro di equipe, a collaborazioni varie, processi in realtà unitari miranti al conseguimento di un risultato preciso e prefissato (film, opera lirica, balletto, ecc.), ma a processi aggregativi del tutto indipendenti, spontanei e necessari, imprevedibili nei loro risultati e imprecisabili nella vastita' di apporti.


Che cos'e' il modulo perché possa diventare aggregazione?

Modulo e' l'artista che sceglie, che vuole essere canto, immagine, parola, movimento, 'con'; e' l'artista che, non fagocitato dal narcisismo dell'autoaffermazione, riscopre la bellezza e la validita' di contribuire autonomamente e liberamente, con il linguaggio che gli e' proprio e nel tempo da lui scelto, a costruire la grande cattedrale, la grande opera sempre aperta nel tempo e nello spazio.

Non escluderti, artista, non sdegnare di annullarti nell'opera grande. Il tuo ruolo non si esaurisce piùu' nell'isolamento di una creatività esclusiva e monocorde, ma puo' conquistare spazi e risonanze ben piu' ampie. Comincia a pensare ad un'opera che sia, nel momento stesso in cui viene licenziata, compiuta e al tempo stesso passibile di compimento, conclusa nella sua valenza formale e concettuale e tuttavia aperta nella sua protocellularità a combinarsi, a sposarsi con altre cellule, si' da originare un'opera diversa dalla prima, ma altrettanto compiuta e, a sua volta, altrettanto aperta e vogliosa di successive aggregazioni, in una catena illimitata e illimitabile, nel rispetto dell'autonomia di ciascuna aggregazione e della più disparata varieta' di aggregazioni possibili.



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